Pallacanestro maschile serie D – Il S. Maria a Vico cede alla corazzata Sarno

Dopo una stagione esaltante, culminata con il raggiungimento dei playoff, i ragazzi del basket di Santa Maria a Vico si sono arresi solo nella finale contro un temibile NP Sarno; eppure anche il cammino nei playoff aveva lasciato ben sperare.

Con un ottavo e un quarto vinti entrambi in gara-due, la squadra era ancora più titolata a portare avanti un percorso che aveva come meta la serie C, quest’ultimo, come detto, interrottosi sotto i colpi della compagine di Sarno, la quale ha stravinto gara-uno per 93 a 39 e ha dovuto sudare appena due quarti, al termine dei quali conduceva con un vantaggio di 11 punti, per aggiudicarsi anche gara-due, disputatasi per noi in casa, con un netto 97-71.

In gara-due la tensione era palpabile, ci si giocava molto, e inevitabilmente questa si è tradotta in attimi di schermaglie durante il primo quarto, che l’arbitro è riuscito a sedare. I nostri ragazzi nonostante fosse palese che avessero subito un contraccolpo psicologico dopo l’imbarcata di gara-uno (si contino i tanti, troppi, tiri liberi gettati in fumo) hanno comunque tirato fuori l’orgoglio che gli ha permesso di giocare una stagione straordinaria; quindi, dopo le difficoltà iniziali, nel secondo quarto si è rivista finalmente la squadra che ha saputo emozionare, e caricando a testa bassa hanno recuperato 9 punti agli avversari, spegnendo i loro attacchi sul nascere con recuperi magistrali e ribadendo subito a canestro col solito imprendibile Cavalluzzo. Il pubblico in delirio credeva all’impresa e spingeva con furore la squadra, ma poi qualcosa si è rotto, gli avversari hanno messo insieme una serie di triple che hanno spezzato le gambe ai nostri, e il gap da -1 è passato a -11.

L’emblema di questa finale è stato il canestro di Cavalluzzo alla fine del secondo quarto, a sirena purtroppo già suonata prima del tiro e quindi non convalidato; tutti hanno avvertito il sapore amaro dell’ occasione non colta e del traguardo sfuggito, di aver tirato fuori la grinta forse troppo tardi e quel suono, la sirena, è stata come la sveglia che interrompe un bel sogno.

Tutti avrebbero voluto continuare a sognare, ma il terzo e poi il successivo ultimo quarto sono stati un lungo e inesorabile monologo del Sarno. Un plauso però va fatto al pubblico, in molti hanno risposto presente e si sono fatti sentire per tutto il match, sempre al fianco della squadra, riconoscendone i grandi meriti e abbracciandoli simbolicamente alla fine con un applauso scrosciante, che in fondo è il vero senso dello sport, sono poche le cose che riescono ad unire così profondamente menti e cuori diversi e con lucide emozioni dare il giusto riconoscimento a chi ha permesso che ciò avvenisse.

Ciò che sento anch’io di dire in prima persona è “grazie ragazzi” e arrivederci a una nuova stagione.

 a cura di Federico Verlezza

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